| Home | Mappa del sito | Chiudi |
 TESTATA
 
Aprile 2007

 INDICE ARGOMENTI
Attenzione alla tecnologia Rfid
Verso il consolidamento
L'evoluzione del mercato
 MEDIA REPORT

Tecnologia e know-how

Oggi l'elemento più decisivo per le banche nella scelta dei fornitori, sostiene Stefano Marabelli, presidente di Uniteam, è il loro know-how funzionale e organizzativo. “In questo ambito, il primo valore di business per una realtà come la nostra diventa quello delle risorse umane, perché al know-how tecnologico bisogna saper abbinare una profonda conoscenza dell'organizzazione e dei processi bancari”

E' un brand molto conosciuto sul mercato bancario grazie soprattutto alle proprie soluzioni in materia di Basilea2 e gestione del ciclo di vita del credito. Ma ciò che negli ultimi anni ha caratterizzato maggiormente la sua attività nel panorama It è la progressiva trasformazione da tradizionale service provider al servizio del mondo delle imprese in una vera e propria software house, in grado di mettere in campo un'offerta articolata di soluzioni (dal document management al datawarehousing, dall' e-security al controllo di gestione) finalizzate ad automatizzare i processi delle aziende clienti. E così se il fatturato del Gruppo Uniteam, realtà attiva da oltre 25 anni sul mercato dell'Information Technology principalmente nei settori bancario/finanziario, delle telecomunicazioni e dell'industria , si è mantenuto su livelli più o meno costanti negli ultimi tre anni, attorno ai 20 milioni di euro, è cambiata in maniera significativa la sua scomposizione in fonti di business. “In particolare, conferma il presidente Stefano Marabelli, è cambiato il peso delle soluzioni confezionate direttamente da Uniteam in rapporto a quello dei servizi. Il che sta a indicare la nostra progressiva trasformazione in un business solution provider che oggi si propone forte di oltre 25 anni di esperienza sul mercato dell'informatica e di un know-how particolarmente significativo nel settore bancario-finanzario”. In effetti, oltre il 50% del fatturato di Uniteam (che attualmente occupa 235 risorse dislocate presso cinque sedi, quattro in Italia e una in Argentina) deriva proprio dal settore finance, e in questo ambito il 45% circa da licenze per soluzioni software. “In ogni caso, precisa Marabelli, sul mercato bancario italiano oggi Uniteam è un brand conosciuto soprattutto per le sue soluzioni relative alla problematica di Basilea 2 e per la gestione del ciclo di vita del credito. In Italia possiamo vantare diverse installazioni del nostro prodotto di punta Total Credit Quality. Si tratta di una soluzione modulare, applicabile sia ai segmenti di mercato bancario corporate, small business e retail che ai mercati dei mutui, factoring, credito al consumo e leasing, che è in grado di gestire il ciclo di vita del credito in conformità ai principi di Basilea 2, dalla funzione di erogazione alla gestione andamentale, dal monitoraggio dei crediti in bonis sino ai crediti anomali, con al centro il datawarehouse dei crediti. Peraltro negli ultimi mesi abbiamo iniziato a lavorare anche all'estero su questa problematica. Ad esempio, un cliente ci ha chiesto di lavorare sulle proprie filiali in Portogallo, e così abbiamo scoperto che le regole e le modalità organizzative che caratterizzano le nostre soluzioni sono compatibili con quella realtà. Oggi stiamo quindi valutando come intensificare la nostra presenza anche su altri mercati europei come ad esempio la Francia, la Spagna e il Belgio. Se le trattative attualmente in corso andranno a buon fine si potrà pensare a una internazionalizzazione vera e propria della nostra offerta, che verrebbe realizzata servendosi anche di partner locali”.

Attenzione alla tecnologia Rfid
Uniteam, insieme alla controllata WinCat , ha iniziato inoltre a proporre alle banche soluzioni basate sull'innovativa tecnologia Rfid. Le potenzialità dell'identificazione senza contatto fisico e visivo consentono infatti applicazioni sofisticate ad esempio nei campi del tracking, del controllo accessi, della logistica e dei sistemi di pagamento. “Attualmente, prosegue Marabelli, stiamo iniziando a penetrare il mercato delle banche anche attraverso servizi di outsourcing per la sicurezza di reti e sistemi, nonché con soluzioni legate all'applicazione della tecnologia Rfid. Ad esempio, nel 2006 abbiamo messo a punto insieme a Bpu una plastic card equipaggiata con un doppio Tag Rfid (uno per il riconoscimento personale del viso del cliente e uno per i suoi dati biometrici) di cui la banca si serve per identificare i clienti Vip nel momento in cui accedono alle filiali in modo da poter predisporre un'accoglienza adeguata. Tramite questa carta è possibile inoltre risolvere il problema dell'accesso alle aree di servizi automatici. Da notare che i dati biometrici, che in base alla Legge sulla Privacy sono personali e in modo assoluto non cedibili a terzi, risiedono solamente sul Tag Rfid e non sono quindi registrati nei sistemi informativi della banca”.

Top^

Verso il consolidamento
Per quanto riguarda le future prospettive di business, abbiamo chiesto a Marabelli di commentare l'opinione di chi sostiene che il fattore dimensionale diventerà sempre più fondamentale anche per il mondo dei fornitori It e non solo per le banche clienti, costringendo di fatto molte aziende a ricercare la via delle partnership in maniera sempre più strutturale. “Per quanto riguarda un orizzonte di breve-medio periodo, risponde Marabelli, consideriamo che la nostra offerta focalizzata sul rischio di credito dovrebbe continuare a produrre buoni risultati sul mercato bancario almeno fino al 2009; in ogni caso stiamo realizzando, in collaborazione con una prestigiosa università, una ricerca di mercato sulle esigenze di soluzioni verticali da parte delle banche per capire come orientarci nel futuro. Più in generale, è da molti anni che si parla di concentrazione del mercato It, oggi però il processo si sta davvero realizzando. Il fatto è che per una realtà come la nostra, contando unicamente sulle proprie risorse e i propri prodotti di punta, sarà sempre più difficile riuscire a crescere in modo davvero significativo in queste condizioni di mercato. In sostanza, si va verso un mercato It caratterizzato dalla presenza di società molto piccole ed estremamente specializzate, da una parte, e da gruppi più forti e strutturati dal punto di vista della capacità d'investimento e di servizio dall'altra. Si tratta di un'evoluzione pressoché inevitabile per chi punta a crescere ancora in modo importante e a internazionalizzare la propria offerta. In questo quadro, per quanto ci riguarda prevediamo di crescere del 5% per l'anno in corso, stando però attenti anche alla possibilità di acquisire piccole software house con expertise su aree da noi attualmente non presidiate in modo da alimentare sinergie a livello di gruppo”.

L'evoluzione del mercato
Ma il cambiamento sul mercato dei fornitori di tecnologia trova un preciso riscontro anche nell'evoluzione della domanda di servizio che proviene dalle banche. “Le banche, spiega Marabelli, negli ultimi quattro, cinque anni hanno modificato notevolmente il proprio modo di investire in tecnologia informatica. Gli aspetti di costo sono diventati essenziali, al punto da rivolgersi anche a molteplici fornitori pur di ottenere condizioni vantaggiose di servizio a prezzi più bassi. Negli ultimi tempi, tuttavia, la tendenza è nuovamente cambiata nella direzione del consolidamento dei fornitori. La causa di questo fenomeno è la rinnovata attenzione alla qualità del servizio da parte delle banche, aspetto che negli ultimi anni forse era stato un po' sacrificato in ragione della riduzione dei costi. In sintesi, potremmo dire che la filosofia delle banche in materia di It sta cambiando dal ‘fare di più con meno' che ha caratterizzato gli ultimi anni di crisi dell'It al ‘fare un po' meno ma meglio' di oggi”. In queste condizioni di mercato si è andata però configurando un'ulteriore difficoltà/opportunità per i fornitori di soluzioni It al settore bancario. Dieci anni fa, sottolinea Marabelli, era sicuramente la banca a dettare l'evoluzione della domanda It. Oggi invece l'elemento che risulta sempre più decisivo per le banche nella scelta dei fornitori è ad esempio la loro capacità di contribuire nell'automatizzazione dei processi, insomma il loro know-how funzionale e organizzativo. Come dire che non basta più la tecnologia, il software, il ‘semilavorato' che ogni fornitore può mettere a disposizione della banca; bisogna sapere fornire anche un contenuto funzionale in grado di garantire valore aggiunto per la banca. E' chiaro che in questo ambito, conclude Marabelli, il primo valore di business per un'azienda come la nostra diventa quello delle risorse umane, perché al know-how tecnologico bisogna saper abbinare una profonda conoscenza dell'organizzazione e dei processi bancari”.

 CORPORATE
Chi siamo
La storia
Cosa facciamo
Come lavoriamo
Perchè uniteam
Sedi
Case History NOVITA'
Media Report
Richiesta Informazioni

 CAREER 
 PRESS ROOM 
 EVENTI   NOVITA'

 

 

 

 

© Uniteam Spa