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 TESTATA
 
Gennaio Febbraio 2005

 INDICE ARGOMENTI
Lo scenario
Gli obiettivi
La proposta ISDA
La soluzione Uniteam
 MEDIA REPORT

Derivati otc
Quali strumenti a supporto del Back Office


L’operatività in strumenti derivati del mercato OTC si è rapidamente incrementata in questi ultimi anni (più che raddoppiata nel triennio 2002-2004), mettendo a dura prova la capacità delle strutture di Back Office di gestire elevati volumi di transazioni su prodotti sempre più sofisticati che il mercato mette a disposizione.
La necessità per gli operatori di affrontare in misura sempre più stringente le problematiche connesse alla gestione dei rischi di mercato, anche sulla spinta delle evoluzioni normative, determina infatti il ricorso sempre più frequente a strumenti finanziari complessi, la cui gestione efficiente rappresenta oggi un importante fattore di competitività.


Lo scenario
Come noto, la principale prerogativa del mercato OTC dei derivati è costituita dalla flessibilità dei modelli contrattuali e delle modalità operative che vengono concordate tra le controparti delle transazioni.
E’ quindi facile osservare come la varietà di strumenti finanziari a disposizione e le caratteristiche di elevata personalizzazione offerte dagli stessi -aspetti per i quali questi prodotti trovano ampio utilizzo da parte degli operatori professionali in relazione alle esigenze più sofisticate- costituiscano spesso fattori di criticità sul piano gestionale ed amministrativo, proprio in quanto non riconducibili a schemi contrattuali standard.
Lo testimonia il fatto che, a dispetto (o forse anche a causa) della rapida evoluzione nello sviluppo di nuovi strumenti, le transazioni sul mercato OTC sono ancora oggi prevalentemente eseguite al telefono e confermate via fax. In estrema sintesi, è possibile parlare di un’operatività ancora caratterizzata da considerevoli costi di gestione, in virtù dell’elevato grado di manualità nell’attività di Back Office e della conseguente significativa percentuale di errori nelle fasi di riscontro e settlement delle operazioni.
Un’ultima osservazione riguarda una certa “resistenza” che, per le motivazioni appena esposte, le strutture di Back Office ed i sistemi informativi tradizionali esercitano nei confronti dell’innovazione, intesa come spinta all’introduzione di nuovi strumenti finanziari da parte degli operatori di Front.

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GLI OBIETTIVI
Osservava a questo proposito Alan Greenspan – US Federal Reserve Chairman: “ … La gestione automatizzata dei contratti OTC presuppone un grado di standardizzazione e di condivisione su larga scala, che lo sviluppo di nuovi strumenti derivati al contrario non richiede. …”

Prendendo spunto da questa riflessione si potrebbe dire che gli obiettivi da perseguire ai fini di una miglior efficienza nella gestione di Middle-Back Office dei contratti derivati OTC, debbano essere in generale ricondotti ad almeno due diversi ambiti: quello di interazione con il mercato, in relazione ai processi di conferma dei trade e di settlement delle operazioni, e quello amministrativo interno.
Entrambi, presuppongono la disponibilità di sistemi informativi all’avanguardia, in grado di garantire la flessibilità delle soluzioni e la facilità di adeguamento alle innovazioni, in termini di tempi e costi.

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la proposta isda
I rischi operativi connessi al crescente numero di transazioni OTC che, come detto, poggiano su una gestione di Back Office in larga parte manuale ed ancorata alla circolazione del cartaceo, hanno spinto anche ISDA (International Swaps and Derivatives Association) a prendere posizione sul tema. L’opera di sensibilizzazione rivolta agli operatori del mercato si è tradotta nella proposta di un task che ha l’obiettivo di raggiungere una sostanziale automazione nella gestione dei trade, entro la fine del 2006. Il piano triennale avviato nel 2004 e denominato “Going Forward: A strategic Plan”, definisce obiettivi intermedi in funzione della tipologia di strumenti, attribuendo in particolare la massima priorità ad Interest Rate e Credit Derivatives.
Tra i principali obiettivi dichiarati da ISDA vi sono l’utilizzo di metodologie di elaborazione basate su STP (Straight Through Processing) e l’adozione su larga scala di FpML (Financial products Markup Language), un protocollo di comunicazione basato su XML, per la descrizione degli strumenti derivati ai fini delle comunicazioni tra gli intermediari.
La riduzione in misura significativa dell’intervallo tra l’esecuzione e la conferma dei trade, il contenimento dei costi di settlement attraverso l’applicazione del netting, lo sviluppo di sistemi per il matching incrociato e la gestione in via anticipata della riconciliazione dei flussi di cassa futuri, sono alcuni tra i fattori che grazie anche alla diffusione degli strumenti citati, dovranno caratterizzare l’operatività del mercato nel prossimo periodo e consentire un generale ridimensionamento dei rischi operativi.

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la soluzione uniteam
In risposta a tutte queste tematiche, la proposta che Uniteam ha realizzato, capitalizzando una pluriennale esperienza su applicazioni in ambito finanziario, è costituita da una soluzione specificamente pensata per soddisfare le esigenze delle strutture di Back Office in relazione alla gestione degli strumenti derivati. Si tratta di un prodotto, che sfrutta le potenzialità offerte dal motore RiskArt® , di concezione molto innovativa, all’avanguardia anche sotto il profilo tecnologico.
La soluzione è in grado di supportare le più diffuse tipologie di strumenti derivati, sia regolamentati che OTC: dai Time Deposit alle operazioni su divise (Spot, Outright e Forex Swap); dai Futures alle diverse tipologie di Opzioni (Debt, Currency, Index, Share); dagli Swaps (IRS, CCS, OIS, Index Swap e Credit Derivatives) ai Forward Rate Agreement, CAP, Floor e Collar.
Ed inoltre, caratteristica senz’altro da porre in primo piano, la gestione di qualsiasi nuovo modello contrattuale può essere facilmente implementata attraverso un’attività di customizing sul prodotto, senza la necessità di interventi ai programmi.
Ogni contratto viene rappresentato nel sistema attraverso una serie di flussi quantitativi e/o di cassa e le informazioni vengono logicamente scomposte a tre livelli: la “testata” con i dati caratteristici del derivato, le “transazioni” ovvero le operazioni effettuabili durante la vita del contratto ed i singoli “movimenti”.
Ritornando per un momento alle caratteristiche di flessibilità ed alla possibilità di configurare qualsiasi strumento finanziario, anche “esotico” o con peculiarità sul piano operativo, mi sembra opportuno sottolineare che i modelli contrattuali standard risultano già preconfezionati all’interno della soluzione, fatta salva naturalmente la possibilità di personalizzazione degli stessi in fase di installazione.
In conclusione, credo che la disponibilità di soluzioni flessibili e non vincolate al paradigma degli strumenti finanziari più diffusi, bensì in grado di recepire le caratteristiche di prodotti derivati innovativi, rappresenti un importante vantaggio competitivo in previsione di requirements operativi sempre più stringenti a carico delle strutture di Back Office. E visto che il processo di sviluppo sembra ormai avviato, vorrei concludere con uno slogan: “Now automation is a priority, and the clock is ticking!”

1 RiskArt è un marchio registrato di Tomatwoo Cesac SpA

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