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 TESTATA

Dicembre 2004

 MEDIA REPORT

Ogni animale racconta se' stesso

Conduttore [C]:
“Lo vedete questo vitellino quanto è carino? E’ un vitello di bufalo ed è un primatista perché è uno dei primi vitelli in Italia con il passaporto. Si, ha il passaporto! Si tratta di un passaporto elettronico che permette di seguire tutta la sua vita. Di capire, dalla nascita in poi, come ha vissuto, come ha mangiato, dove è stato. Insomma, un modo per seguire il nostro passaporto. E’ una sperimentazione che è cominciata da qualche giorno, il modo per seguire col passaporto il nostro vitello… Allora, parliamo stamane di questo passaporto elettronico col Direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, il Dottor Nazareno Brizioli. Buona giornata, ben arrivato… e con il Responsabile Scientifico del Progetto, il Dottor Renato Colafrancesco. I vitellini li ho presentati fin dall’inizio… mi hanno detto che sono sprovvisti di nome, sono “nervosetti”… ma non sono microforati. Senta ma, come sono come animali?”

Renato Colafrancesco:
“Sono abbastanza tranquilli. Il bufalo di per se è molto timido come animale. Però quando si imbufaliscono… come si dice…”

[C]: “Che notizie ci mettiamo dentro a questo microchip che poi faremo vedere nel dettaglio?”

Nazareno Renzo Brizioli:
“Ci mettiamo la data di nascita, l’allevamento dove viene allevato, gli spostamenti che l’animale fa nella sua vita, i vari passaggi di proprietà, il metodo di allevamento, gli alimenti che l’animale mangia e poi i trattamenti sanitari, soprattutto per quanto riguarda le grandi profilassi ed i trattamenti veterinari…” - [C]: “Cioè come è stato curato l’animale… diciamo in due parole, perché di questo si tratta, è un post mucca pazza… per garantire la sicurezza…” – “poi al momento in cui arriva al macello, dopo la macellazione addirittura il microchip si divide in quattro microchip figlie che accompagnano i pezzi anatomici fino al banco del macellaio o al laboratorio di sezionamento”

[C]: “Benissimo. Dott. Colafrancesco facciamo vedere rapidamente questo microchip… lo mostriamo e soprattutto facciamo vedere dove di mette… eccolo qua…“

Renato Colafrancesco:
“Questo è un TAG auricolare che viene adoperato per la marcatura elettronica degli animali ed è lo stesso che hanno i bufali che abbiamo portato qui a studio.” – [C]: “Lo vediamo sulle orecchie…” – “Esatto. Ci sono altre tipologie di microchip, che possiamo vedere qui nella bacheca che abbiamo portato… ci sono dei TAG che vengono inseriti nel rumine, quindi nei boli ruminali, oppure dei TAG che vengono inoculati sottocute, attraverso una pistolettina, che è una semplice siringa e un ago che è opportunamente sterilizzato. Questi TAG vengono inizializzati con una strumentazione da tavolo, con un’antenna e un normale PC…” –
[C]: “Scusi Dottore, che è il bastone?” – “Questa è un’antenna portatile, che serve per fare la lettura del TAG sull’animale. In questo modo…” – [C]: “Per cui questi microchip si vanno ad aggiungere alle normali etichette, alle vecchie etichette che stanno dietro l’orecchio dell’animale e che possono essere facilmente contraffatte. Queste invece sono difficili da contraffare…” – “ Si, attualmente il sistema di identificazione degli animali, bovini e bufalini, presuppone un passaporto cartaceo che accompagna l’animale durante i suoi spostamenti. Con questo sistema innovativo e una tecnologie che ci viene fornita dalla WINCAT, il passaporto sarà elettronico. Quindi i dati accompagnano l’animale e sono residenti sull’animale e sono disponibili a tutti gli operatori del settore, dovunque l’animale si trovi. Quindi presso l’allevamento per l’allevatore e per il veterinario di allevamento o presso il macello…”.

[C]: “Vogliamo dire anche una cosa? Non credo sia assolutamente dolorosa per gli animali, perché anche con la rubrica che ho con Ramona Dell’Abate diciamo spesso che anche i cani hanno questo microchip e viene infilato veramente in modo indolore… ma può essere applicato solo alle mucche o anche ad altri animali… Dott. Brizioli”

Nazareno Renzo Brizioli:
“Questa tecnologie può essere applicata a varie specie animali: bovini, bufalini, equini, suini, ovini, caprini ed anche agli animali selvatici. Infatti la sperimentazione prevede di testare almeno 100.000 capi delle varie specie animali nelle varie regioni d’Italia” - [C]: “Ci sono degli studi per vedere se questo può far male anche alle persone che lo usano?” – “Infatti una unità operativa della ricerca è il Dipartimento di Ingegneria di Tor Vergata che appunto ci controlla eventuali effetti delle onde elettromagnetiche, anche se lavoriamo con una tecnologie secondo le norme ISO” – [C]: “…tranquillizzante… Quanto tempo dura questo esperimento?“ – “ Dovrebbe finire nel 2006”

[C]: “Quanti animali hanno già questo microchip applicato?”

Renato Colafrancesco:
“Siamo partiti, in una fase preliminare all’Istituto Zootecnico di Tor Mancina, un istituto sperimentale, dove abbiamo già identificato 60 animali” – [C]: “Quindi lavora con voi anche l’Università di Tor Vergata…”

[C]: “E alla fine, lo avete già detto ma ripetiamolo, quanti saranno gli animali?”

Nazareno Renzo Brizioli:
“Sui 100.000 animali” – [C]: “Solo un dubbio: siccome questo microchip arriva fino in macelleria… non è che me lo trovo nella fettina?… - “No, non è possibile perché si mette nel bolo ruminale e il rumine non è che viene distribuito…” – [C]: “…sono salvo dal microchip!… Arrivederci e grazie di essere stati con noi”

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